Quando in azienda qualcosa non funziona, spesso ce ne accorgiamo dai risultati.
Un progetto che procede più lentamente del previsto.
Un team che fatica a collaborare.
Persone competenti che sembrano aver perso motivazione.
Responsabili che non riescono a delegare.
Conflitti che rimangono sotto traccia.
Decisioni che vengono continuamente rimandate.
La prima reazione è cercare una soluzione.
Cambiare un processo. Riorganizzare le attività. Inserire una nuova persona. Fare una riunione in più. Stabilire nuove regole.
Ma siamo sicuri di aver individuato il vero problema?
Prima della soluzione viene la domanda giusta
Uno degli aspetti che trovo più interessanti del coaching applicato al contesto aziendale è proprio questo: non partire immediatamente dalla risposta, ma imparare a formulare le domande giuste.
Perché ciò che vediamo potrebbe essere soltanto il sintomo.
Se un team non raggiunge gli obiettivi, il problema è realmente la produttività?
Oppure gli obiettivi non sono sufficientemente chiari?
Le persone conoscono le proprie responsabilità?
Il responsabile riesce a delegare?
Esiste un problema di comunicazione?
Le persone sentono di poter esprimere idee e difficoltà?
C’è qualcuno che prende realmente le decisioni?
Prima di intervenire è quindi utile fermarsi e osservare l’organizzazione da una prospettiva diversa.
Chi è il leader nella tua azienda?
Una delle prime domande che possiamo porci è apparentemente semplice:
Chi è il leader nella tua azienda?
Non necessariamente: chi è il titolare?
E nemmeno: chi ha il ruolo gerarchicamente più alto?
La domanda è diversa.
Chi viene seguito dalle persone?
Chi riesce a creare fiducia?
Chi viene cercato quando nasce un problema?
Chi riesce a prendere una decisione nei momenti di difficoltà?
Chi fa crescere le persone che lavorano con lui?
E soprattutto:
il ruolo formale di responsabile e la leadership reale coincidono?
Questa distinzione può raccontare molto di ciò che accade all’interno di un’organizzazione.
Essere responsabili significa avere un ruolo.
Essere leader significa riuscire a generare responsabilità, fiducia e movimento anche negli altri.
Quali sono i problemi che incontri più spesso nella tua azienda?
Prova adesso a spostare l’attenzione sulla quotidianità.
Quali sono le difficoltà che si ripetono maggiormente?
Potrebbero essere, ad esempio:
- difficoltà nella comunicazione tra colleghi o reparti;
- scarsa collaborazione;
- conflitti mai realmente affrontati;
- poca responsabilizzazione;
- difficoltà a delegare;
- obiettivi poco chiari;
- riunioni frequenti ma poco efficaci;
- resistenza al cambiamento;
- perdita di motivazione;
- difficoltà nella gestione del tempo e delle priorità;
- persone valide che non riescono a esprimere pienamente il proprio potenziale;
- manager molto competenti tecnicamente ma in difficoltà nella gestione delle persone.
Non fermarti però alla prima risposta.
Se pensi, ad esempio:
“Il mio team non è abbastanza autonomo”
prova a chiederti:
Che cosa sto facendo io perché possa diventarlo?
Se il problema è:
“Le persone non comunicano”
la domanda potrebbe diventare:
Quali occasioni e quali condizioni abbiamo creato perché possano comunicare realmente?
Se invece pensi:
“Devo sempre occuparmi di tutto io”
potresti chiederti:
Che cosa mi impedisce di delegare davvero?
È qui che la domanda maieutica diventa interessante: non serve a trovare un colpevole, ma ad aprire possibilità che prima non stavamo considerando.
Dal problema alle possibili azioni
Individuato il problema, arriva una seconda fase.
Che cosa possiamo fare concretamente per modificarlo?
Non serve necessariamente partire da grandi cambiamenti.
A volte un’organizzazione può iniziare da azioni molto semplici:
definire meglio ruoli e responsabilità;
creare momenti di confronto realmente strutturati;
lavorare sulla capacità dei responsabili di dare e ricevere feedback;
rendere più chiari gli obiettivi;
responsabilizzare maggiormente le persone;
migliorare la delega;
affrontare un conflitto invece di continuare a evitarlo;
creare maggiore consapevolezza sul proprio stile di leadership;
costruire nuove modalità di collaborazione nel team.
Il punto non è trovare la soluzione giusta in assoluto.
Il punto è individuare la prima azione utile per quella specifica organizzazione, in quel preciso momento.
E il coaching dove entra?
Il coaching non arriva in azienda con una valigetta piena di risposte.
Ed è proprio questo il suo valore.
Attraverso domande, ascolto, confronto e definizione degli obiettivi, aiuta persone, manager e team a osservare una situazione da prospettive diverse, riconoscere ciò che li sta bloccando e individuare possibili azioni.
Non significa dire alle persone cosa devono fare.
Significa accompagnarle nel passaggio:
PROBLEMA → CONSAPEVOLEZZA → POSSIBILITÀ → AZIONE
Perché una soluzione imposta dall’esterno può funzionare per qualche tempo.
Una soluzione che una persona o un team comprende, costruisce e sente propria ha molte più possibilità di trasformarsi in un cambiamento concreto.
Un piccolo esercizio per la tua azienda
Prenditi 10 minuti.
Un foglio. Una penna. E prova a rispondere senza cercare la risposta “giusta”.
1. Chi è realmente il leader nella mia azienda o nel mio team?
Chi viene seguito e perché?
2. Qual è il problema che oggi crea maggiori difficoltà?
Prova a individuarne uno solo.
3. Come faccio a sapere che questo è realmente il problema?
Quali comportamenti o situazioni concrete lo dimostrano?
4. Da quanto tempo si presenta?
5. Che cosa abbiamo già provato a fare per affrontarlo?
6. Che cosa non abbiamo ancora provato?
E infine la domanda più importante:
Qual è una piccola azione concreta che potremmo iniziare a fare già da domani?
Scrivila.
Non deve essere perfetta. Deve essere possibile.
Se vuoi, inviami le tue risposte: possiamo partire proprio da queste per osservare insieme il problema da una prospettiva diversa.
Oppure scrivimi per fissare un primo appuntamento e raccontarmi cosa sta succedendo nella tua azienda o nel tuo team.
A volte il primo passo verso una soluzione non è avere immediatamente una risposta.
È iniziare dalla domanda giusta.
Elena Ughetto
Business & Corporate Coach

